Il braccio lungo della Cina contro il Falun Gong tocca anche l’Italia

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Riceviamo e pubblichiamo volentieri il rapporto inviatoci dalla Associazione Italiana Falun Dafa sulla repressione transnazionale del Partito Comunista Cinese (PCC) contro il Falun Gong. FOB si è occupata diverse volte della drammatica situazione in cui vivono i fedeli del Falun Gong (e non solo) in Cina, vittime di soprusi, incarcerazioni arbitrarie, uccisioni ed espianto forzato degli organi. La questione era arrivata anche all’attenzione del Parlamento Europeo che con una risoluzione in data 18 gennaio 2024 aveva preso posizione contro la persecuzione del Falun Gong in Cina.

Il 13 maggio ricorre la Giornata Mondiale della Falun Dafa per ricordare la prima introduzione in pubblico della pratica il 13 maggio 1992 a Changchun in Cina, e per celebrare i milioni di persone coraggiose che ancora oggi continuano a praticare il Falun Gong nonostante il pericolo e la minaccia della persecuzione.


Interferenze straniere e repressione 
del Falun Gong e di Shen Yun in Italia

Rapporto della Associazione Italiana Falun Dafa – Luglio 2025
 
Aggiornamento – Aprile 2026

Sommario esecutivo

Questo rapporto intende denunciare la repressione transnazionale del Partito Comunista Cinese (PCC) contro il Falun Gong, come parte della più ampia repressione verso la pratica del Falun Gong perseguitata dal regime cinese dal 1999. Questa repressione si verifica anche in Italia.

La campagna di interferenze e repressione transnazionale è eccezionale per portata, durata, grado di penetrazione nella società e varietà di mezzi impiegati. Questi incidenti non sono casuali. Dietro di essi si nascondono una politica deliberata, imponenti strutture burocratiche e direttive dai livelli più alti dell’apparato di sicurezza del PCC, sia in Cina che all’estero.

La comunità del Falun Gong ha reagito sensibilizzando attivamente la società civile, il mondo politico, per chiedere aiuto per porre fine alla persecuzione e sostenere i diritti umani. Tuttavia, si è scontrata con una sofisticata e ben orchestrata campagna di interferenza e repressione straniera da parte del PCC, che mira a sopprimere e mettere a tacere la loro difesa e resistenza.

Anche la comunità del Falun Gong in Italia ha cercato in questi anni di sensibilizzare sulle violazioni dei diritti umani in Cina e ha dovuto scontrarsi con le intimidazioni e la repressione del PCC. Importante è notare che, a differenza di altri gruppi di minoranze etniche e di esuli presi di mira dal PCC, la comunità del Falun Gong non è composta esclusivamente da membri della diaspora cinese o da coloro che sono fuggiti dalla Cina. In Italia la maggior parte delle persone che praticano il Falun Gong sono italiani e qui in Italia subiscono la violenza della persecuzione messa in atto dal PCC.

La repressione transnazionale si realizza attraverso propaganda e manipolazione della narrativa sul Falun Gong e sulla persecuzione per screditare la vittima; aggressioni fisiche e intimidazioni;  manipolazione e pressione verso politici, amministratori, dirigenti culturali, organizzatori di eventi e media.

Questo fenomeno di interferenza straniera è sempre più nascosto e invisibile. Di conseguenza, la conoscenza di questo fenomeno è in generale relativamente scarsa e questo porta a un’attenzione e a una risposta gravemente inadeguate rispetto al livello di minaccia rappresentato dalle azioni di interferenza e di repressione transnazionale del PCC e ai danni causati agli affari interni, alla sovranità e ai valori fondamentali dell’Italia, come la protezione delle libertà fondamentali e della dignità umana.

Negli ultimi anni la comunità internazionale ha mostrato sempre più sostegno al Falun Gong, molte voci autorevoli hanno espresso il loro sostegno e apprezzamento alla resistenza pacifica del Falun Gong e ai valori che il Falun Gong rappresenta, e ci sono state importanti leggi e risoluzioni di istituzioni internazionali che denunciano la persecuzione, condannano i perpetratori e pongono le basi per la protezione della comunità del Falun Gong. La risposta del regime cinese è stata una escalation della persecuzione in Cina e della repressione transnazionale con nuovi metodi, più sofisticati e violenti, cercando di volgere le istituzioni occidentali contro il Falun Gong e le organizzazioni fondate da praticanti: campagne di diffamazione organizzate sui social media e attraverso la complicità di media occidentali, guerra legale, minacce violente.

Il rapporto completo con tutti i dettagli può essere consultato a questo link.